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Il figlio che non arriva

Quando parliamo di infertilità, spesso la associamo alla PMA e a tutte le coppie, che dopo anni di dolore, tentativi e prove, finalmente riescono a coronare il loro sogno stringendo tra le braccia un bambino.

Ma che succede quando invece, il figlio non arriva?

Sono una donna fortunata, siamo una coppia in procinto di conoscere il nostro miracolo ma sappi, che io ti vedo, capisco come ti senti e so per certo, che ti senti sola. Vedo il tuo dolore quando guardi tutti coloro che sbandierano i loro positivi, le loro gravidanze, le loro gioie; sento che ti arrovelli il cervello perché pensi “che cosa avrei potuto fare di diverso?”; cerchi nonostante tutto di navigare nel mare del tuo dolore, senza affogare.

Baby-à-porter (letture estive)


Ci vuole un po' di leggerezza nella vita. Ci vuole un sorriso anche quando magari la situazione è più tesa e si sta con i nervi a fior di pelle.
Poi ho trovato interessante il titolo di questo libro “Baby-à-porter dell'irlandese Sinead Moriarty, Sperling & Kupfer”, che parla in maniera ironica delle avventure che molte di noi a caccia selvaggia e disperata di un bebè stiamo affrontando. Beh.. mi ha strappato più di qualche sorriso e mi ha dato la possibilità di guardarmi da fuori, quasi come se avessi la possibilità di vedermi con gli occhi dell’autrice.

I suoi occhi

Lo guardo ed ogni volta so quanto sono innamorata di lui: anche quando ha il segno del cuscino sulla guancia, il baffo di cioccolata sul labbro, quando trovo le sue cose sparse per casa..
Lo guardo e ripenso a questi anni, a tutte le situazioni che abbiamo passato, i momenti di sconforto superati, le risate fatte, le lacrime di dolore e di gioia. E quelle pennellate di bianco che sono sempre più evidenti sui bei capelli neri, che ogni volta dice gli sono aumentate da quando ci siamo sposati (ma poi ci fa sopra una risata).

Lui è il mio contrario, a volte davvero ci chiediamo com'è possibile che stiamo bene insieme, se siamo il giorno e la notte. Vi raccontai come noi nonostante tutto abbiamo molte cose in comune (anche se sono le differenze a renderci unici).

Cerchio non perfetto

E' bello tornare piano piano alla "normalità" di qualche mese fa: ritrovare quei piaceri a volte banali, che ci sono stati tolti durante il lockdown.
Ormai la famiglia cerchiamo di vederla almeno una volta alla settimana, ma ancora non ci abbracciamo, solo saluti con il gomito e grandi sorrisi con gli occhi.
La vita ha ripreso quasi il suo ritmo, a volte ancora lento tra le pareti di casa - specie ora che sono sola-, a volte lo vediamo scorrere tra le rughe dei nostri genitori, tra i loro capelli bianchi e la voce non sempre ferma. Sono invecchiati e ce li siamo persi in questi mesi.

Annoiatamente in attesa..

Sono annoiata. E noiosa.
In questi giorni le cose sono cambiate si e no, perchè se per molti la vita è tornata quasi alla normalità, io sono rimasta a ribollire nel mio brodo. E se prima mi sentivo protetta a casa, ora mi sta tutto stretto, comodo e stretto.
Mio marito è tornato a lavoro come se nulla fosse successo, il traffico è aumentato, la gente sembra scocciata e sgorbutica ed io, cerco di stare bene. Ma la notte mi sveglio sempre quelle 2/3 volte, sudata o con il cuore che batte a mille perchè mi ha svegliato un rumore o per un incubo.

A parole sparse

Ho sempre pensato che siamo diversi. Non migliori, ma diversi dalle altre coppie.
Almeno, diversi da quelle che conosciamo.
È capitato negli anni di dirci "ma secondo te, Tizia e Caio, fanno le stesse cose che facciamo noi? Hanno la stessa stupida intimità che abbiamo noi? Si prendono in giro bonariamente come facciamo noi?".

La maggior parte delle volte ci siamo detti NO.

Consulenza

Finalmente, nonostante il casino di questo #coronavirus, siamo riusciti ad avere un incontro in videochat con la genetista.

Ci abbiamo messo un pò per scriverle una mail - non sapevamo come scrivere, cosa dire, quanto spingerci - ma quando l'abbiamo contattata, lei ci ha dato appuntamento in un pomeriggio di questa quarantena.

Molto solare, giovane, aria simpatica, già alla prima occhiata ci ha fatto una buona impressione.

Geneticamente

Ho fatto un sogno: tutto quello che stiamo vivendo è assolutamente falso. È un incubo, è una brutta storia che ti racconta qualcuno che ti vuole spaventare.

Non basta questa situazione di isolamento/quarantena a rendere tutto un po' triste, strano e con paura, ci mancano anche le analisi - che tu avevi giustamente scordato, quindi doppia mazzata (si dice dalle mie parti).

I giorni del #coronavirus

Questi giorni scorrono lenti. Tutti stiamo passando questo periodo a casa.
Le visite guidate sono annullate. Il lavoro in ufficio è fermo e così, siamo tutti tra le quattro mura a scrutare la posta, cercando di capire se c'è qualche questione da risolvere.
Anche stavolta, IN ATTESA.
Un'attesa lenta, fatta di gesti che abbiamo perso. Quando stiamo male, non abbiamo le forze neanche per alzarci dal letto e preparare una minestrina; quando siamo in post transfer la vita quotidiana procede mooolto lentamente, ma in questa occasione, ci svegliamo belli riposati, tonici, con voglia di fare e ahimè, un bel cielo azzurro fuori la finestra.

Un regalo per sempre (Melissa Hill)

Mi piace leggere un pò di tutto, così quando ho visto questo libro di Melissa Hill, non me lo sono lasciato sfuggire. Di questa autrice irlandese, acclamata come "la regina delle trame dagli esiti imprevisti", avevo già letto "Un regalo da Tiffany", "Innamorarsi a New York" e "Il braccialetto della felicità", così "Un regalo per sempre" mi sembrava giusto per allietare questo periodo, dove non sono completamente serena, ma ho un pò di pensieri.

Lo sapete che non recensisco tutti i libri che leggo, ma solo quelli che si adattano al tema maternità, figli, coppia.. che mi fanno sentire coinvolta con la mia situazione personale.

E tu, sei gelosa?

Mi è capitato nei giorni passati, di pensare al rapporto che abbiamo io e mio marito, rispetto a quello che hanno le persone che mi sono vicino, con i loro partner: la mia collega (più giovane di me) ci stava raccontando l'altro giorno a pranzo, di una lite furibonda con il suo compagno, perchè lui aveva ricevuto un sms di auguri dalla sua ex ragazza (ex di 4 anni fa), e lei non l'ha presa bene.
E' ovvio sentendo le sue parole, che la gelosia sia la causa scatenante: spesso si pensa - forse sbagliando - che rappresenti un difetto del carattere e vissuta come una debolezza, quindi è associata alla fragilità umana.

Non servo io per dirvi che SI, un pò di sana gelosia ci sta bene nel rapporto, ma in questo caso, io ho fatto solo da ascoltatrice e non ho commentato: quando mi è stato chiesto cosa ne pensassi, mi sono semplicemente tirata fuori.

Un potpourri tra Fede e PMA

Sono stata sempre ottimista, pronta con il sorriso sulle labbra anche se dentro ero a pezzi. Ho sempre cercato di seguire la voce dentro di me e ho sempre pregato, tanto.
Anche oggi, parlo con il cielo e chiedo costantemente di aiutarmi/ci: prego lui, lei e tutti loro. So che c'è un progetto già scritto, sicuramente perfetto per noi, per questo chiedo di illuminarmi durante la strada, di non lasciarmi/ci mollare.
Vi ho parlato del mio rapporto con la fede (molti post fa..), e ad oggi, anche se a volte sono più arrabbiata e delusa, continuo ad essere legata a Dio e alle preghiere.

L'Amore ai tempi della PMA


Una volta si parlava "dell'amore ai tempi del colera", romanzo dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez. Oggi invece, chiamo in causa me stessa e altre milioni di coppie, parlando dell'amore ai tempi della PMA.
Siamo nella settimana di San Valentino e quale momento migliore per parlare di AMORE?

Per chi mi segue, sa che nel bene e nel male, con mio marito siamo rimasti sempre legati, sempre sulla stessa lunghezza d'onda, anche se poi quando mi buttavo giù, ero negativa e in una valle di lacrime, era lui a fare la voce grossa e pronto a scuotermi.

E poi, cosa è successo?

Ecco cosa è successo: quando abbiamo incontrato il Dottor V, ci ha fatto vedere le schede riassuntive del ciclo della stimolazione e della diagnosi pre-impianto; noi avevamo già abbassato le difese da tempo, quindi ci siamo trovati solo con orecchie super aperte per ascoltare diagnosi e consigli.

Si, la qualità degli ovociti alla fine sembra che sia la causa di questa mancata gravidanza (ora ci si basa SOLO su questa ultima stimolazione, ma visto come sono andate le cose, probabilmente anche in passato si è verificato lo stesso problema), e non c'è altro modo per capire in anticipo (quindi con analisi che non sia PGS/PGT) la qualità ovocitaria. Sarà parte del mio patrimonio genetico? Chiaramente non si sa e anche il mio cariotipo è normale, senza alterazioni o problematiche cromosomiche.

Sterilità

L'impossibilità di avere un figlio procura una ferita emotiva profonda quanto più il progetto abbia un peso importante per la coppia.
Il desiderio di genitorialità ha un'origine remota nella nostra storia personale e, per me, è molto radicato. La decisione di voler essere genitore arriva a definirsi attraverso dinamiche che comprendono aspetti personali legati all'istinto, alla cultura, all'ambiente – familiare e sociale, ai pensieri che hanno preso forma nel tempo, all'idea e alle motivazioni che si incontrano con quelle del proprio compagno.

Quando finalmente dall'idea del figlio, si inizia a metterlo davvero in cantiere, la nostra mente inizia a costruire uno spazio affettivo per il bambino che si desidera (uno spazio a 360°, perchè anche se senza volerlo iniziamo a fare cose pensando ad una ipotetica gravidanza).

Passato - Futuro


Quest'anno presa da mille pensieri (la nipotina, il cambio lavoro, la questione stimolazione/ pick-up) è arrivato dicembre e quasi non me ne sono accorta. E quindi, mi sono ritrovata senza calendario dell'avvento da aprire ogni giorno con Mr. P. Vabbè, poco male per lui, che ogni anno trema perché non sa che aspettarsi. Ma potevo io rimanere così? No, allora mi sono iscritta ad una newsletter con "calendario dell'avvento meditativo", ovvero ogni mattina mi arriva una mail con un video sulla meditazione, ed è la prima cosa che faccio appena alzata (la seconda a dire il vero).

Che cosa resta?


Post scritto qualche giorno fa..

E poi, che cosa resta?
La mia pancia è stata gonfia come se fossi incinta di quattro mesi, ma so perfettamente, che è solo la normale reazione al pick-up.
Siamo alla quarta stimolazione, qualcosa dobbiamo pur averla imparata.

Oltre ad i classici dolori nella zona basso ventre (bhè, è normale visto che succhiano, aprono, infilano..), sono stata tutto il pomeriggio stesso del pick-up con l'indolenzimento dell'addome e un lieve dolore nella regione delle spalle, con irritazione del diaframma - non potevo nè ridere nè starnutire - che mi veniva una fitta.

E poi va così

E' sempre come se fosse la prima volta.
Nonostante le innumerevoli permanenze nei corridoi degli ospedali, ogni volta si fa un gran respiro profondo e tutto sembra nuovo. E' nuovo il colore dei muri, i quadri appesi, le persone che sono sedute con te in sala d'attesa.
Sei sempre vulnerabile, hai paura e ti senti sola. Ti guardi intorno e gli altri sembrano meno smarriti, sembrano sapere dove andare; gli altri in sala d’attesa chiacchierano tra loro, ognuno con il suo partner oppure giocherellano con una rivista o il cellulare. Ma tu no, sei arrivata di corsa, con il fiatone e la borsa, l'ombrello e il cellulare in mano, insomma, il solito disastro.

Coppia e figli. Riflessioni



Ci si confronta spesso. Ci raccontiamo dubbi, paure e speranze.
Siamo quelle coppie che ridono e scherzano, sembriamo un po' i coniugi Vianello, ma quando c'è da affrontare un discorso serio, lo facciamo con gomiti sul tavolo ed occhi negli occhi. Ecco, con un bicchiere di vino in mano, abbiamo parlato del "ma siamo sicuri di voler cambiare la nostra vita, il nostro essere noi, con un figlio?".

Quello che ci chiediamo è se siamo pronti per fare spazio ad un nuovo "inquilino", sia fisicamente che nella nostra anima.

La nascita di un figlio fa scoppiare la coppia o con la nascita di un figlio la coppia si rafforza, pensando di aver soddisfatto un proprio desiderio, senza pensare davvero ad effetti e reazioni?

Feste e bambini

Quando il weekend è pregno di compleanni, ci si trova in belle feste in ambienti all'aria aperta, con buonissime cose da mangiare e un bicchiere sempre pieno in mano. E ovviamente, con bambini urlanti e "correnti" da destra a sinistra.

Bisogna essere onesti, anche se sono i tuoi nipoti, sono sempre delle mine vaganti piene d'energia, capaci di generare più rumore di un concerto di musica punk. Spesso - stavolta no - ci sono genitori distratti, stanchi e incapaci di tenerli tranquilli.

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