Secondo me, chi viene da un percorso di PMA si fa tutti i calcoli, si fa tante domande e a volte, abbiamo troppi pensieri... Questo perché sappiamo quanto siano preziose le nostre gravidanze.
La prima gravidanza viene vista come "un miracolo della vita", si dà il 200 % sia durante la gestazione che durante i primi anni del bimbo (per me è stato tutto amplificato, figlio arrivato dopo anni con ovodonazione) - facciamo tutto quello che si può fare, senza precludere nulla; lui a volte, è stato vissuto come "il principe ereditaro".
Poi abbiamo iniziato a cercare il secondo bimbo e come sapete, la piccola è arrivata dopo un altro periodo fatto di montagne russe.
Nei transfer per arrivare a lei ho sempre lavorato, fatto mille cose e anche dopo, a volte mi guardavo allo specchio dicendo "oddio ma sono incinta, quasi lo avevo scordato!!".
Nonostante l'avessimo voluto e immaginato tantissimo, con tutto il dolore anche fisico che io ho patito, la gravidanza è andata bene ma ho sofferto molto emotivamente e non vi nego, che ancora oggi io mi chiedo se abbiamo fatto la scelta giusta.
Abbiamo più responsabilità avendo davanti già un bambino e continuiamo a vivere soprattutto in funzione delle sue necessità - io ho sempre cercato di includerlo in tutto.
È molto faticoso gestire un bambino con la vivacità del mio, la gestione familiare a 360 gradi non è come la immaginavo e mi dispiace pensarlo, perché lei è davvero un amore e non potrei vivere adesso senza di lei, ma nonostante ciò a volte, nei momenti di stanchezza mi chiedo "non era più facile con un bambino solo?".
Il secondo figlio un po' "va da solo": non ci sono programmi per i pisolini o per le poppate, perché devi portare o prendere l'altro a scuola, portarlo in piscina, farlo cenare prima che si addormenti a tavola etc...
Oggi però li guardo e sono adorabili, ora iniziano ad interagire e li immagino complici da più grandi, ma davvero a volte è molto faticoso - io e mio marito lavoriamo su turni, ma mentre io riesco a gestirmi in autonomia, lui ha degli orari divisi con colleghi, a volte con rientro a casa all'ora in cui i bambini stanno andando a dormire.
Guardo la piccolina che corre per casa e le chiedo scusa, perché è vero che è ancora cucciola, ma a suo fratello gli ho/abbiamo dato più importanza anche alla sua stessa età. È un po' una condizione dei secondi.
Perché ho buttato giù queste idee sparse? Perché è vero che è meraviglioso avere questa famiglia tanto immaginata, ma la vita non è patinata come ti vogliano raccontare suoi social: ci sono discussioni, ritardi, il pannolino da cambiare e le scarpe da allacciare, la borsa di scuola e il biberon. Ma anche i "ho pagato la mensa? Devo portare i pannolini al nido?..."
Insomma, mi sembra sempre di rincorrere qualcosa o qualcuno e solo quando entrambi dormono e ho finito di sistemare il resto, riesco a rilassarmi un po' sul divano, a volte anche solo per pochi minuti, perché poi guardo l'ora e allora corro a letto. Provo a riposare un po', perché so già che lei avrà il primo risveglio intorno alle 3 e lui verso le 4 si infilerà nel lettone, che con questo caldo (e la sua misura) non è la cosa più piacevole del mondo. Ma poi penso: "arriverà il giorno che cresceranno e avrò nostalgia di tutto questo. Per dormire ci sarà tempo, i giochi saranno in ordine e la stanza silenziosa: mi godo questo caos fatto di risate sguaiate e manine appiccicose.









