Visualizzazioni

Cerca nel blog

Se fossi..

Mi va di mettermi in gioco, perchè alla fine, anche io non è che mi conosca così tanto. A volte penso che vorrei essere qualcun altro (o avere un'altra storia), come lo pensiamo un pò tutti.
Ma se invece di essere un'altra persona, potessi essere.. una cosa??

Vi lascio un vecchio gioco, così potete conoscermi un pò di più.
Se vi va, potete scrivermi qualche vostra risposta, sia se differente che uguale, così vediamo se abbiamo punti in comune oppure, se siamo propio agli opposti.

Ps: in questi giorni non sono molto in vena di scrivere, quindi vi lascio qualche post un pò più light, senza doverci mettere troppe emozioni dentro.

Sbaglio o errore?

POST NEUTRO.
Quando faccio le sedute di riflessologia, la mia terapista cerca sempre di precisare alcuni termini/situazioni, perchè non vuole farmi fraintendere quello di cui parliamo.

In questi giorni ci siamo sentite, per messaggi e chiamate, e più volte abbiamo affrontato la questione tra la differenza che passa tra sbaglio ed errore.

Infatti, si dice "commettere un errore" e "incappare in uno sbaglio": anche se non sembra, i presupposti sono praticamente all'opposto. Ci capita di commettere un errore quando deliberatamente ci allontaniamo - cioè erriamo, da cui viene il termine errore - dalla verità, soprattutto da ciò che ci può far raggiungere i nostri obiettivi. Incorriamo in uno sbaglio invece quando, mentre andiamo nella giusta direzione verso il "traguardo", prendiamo un abbaglio o siamo sbadati.

PUPO

Prendo in prestito da un'altra donna che sta sulla nostra stessa barca, quella della PMA, la parola PUPO - Pregnant Until Proven Otherwise - che tradotto in italiano sarebbs Incinta Fino a Prova Contraria. È una parola curiosa, non credete.

Quindi, fino a ste cavolo di Beta, sto cercando di concentrarmi un pò su alcune cose della mia vita, ma ho sempre l'orecchio appizzato (quindi l'orecchio teso) a sentire ogni minimo cambiamento del mio corpo. Innanzitutto, sono giorni che non digerisco neanche l'acqua, mi sveglio la notte con sensazione di bolle alla bocca dello stomaco.

La lista che "mi piace"

In questi giorni di "relax e di tranquillità" ho iniziato a pensare un pò a me stessa, a fare quello che non riesco mai a mettere in primo piano: ME come persona, con le cose che mi piacciono e non mi piacciono.
Perchè si, sono una che sta sempre dietro agli altri, mi metto in seconda fila per assecondare le voglie, il piacere e le fantasie degli altri; poi ci rimango male, ma me la sono cercata, perchè per non "ferire" qualcuno, preferisco tacere e tenermi la mia idea, piuttosto che mettermi in gioco.
E mi piacciono le liste, ne faccio tantissime: per la spesa (su un fogliaccio che finisce in borsa, in tasca, appallottolato nello zaino..); per i regali di Natale in particolare; sulle chiamate da fare; sulla valigia da riempire.. Ma ho anche letto, che a volte le liste siano deleterie per chi le scrive, perchè portano ansia e un senso di adeguatezza. Ma che vi devo dire: io ci sguazzo n ell'adeguatezza, quindi sono - quasi - nel mio habitat naturale.

Si. No. Forse

Quindi siamo nuovamente nel tunnel del post transfer, in quel limbo dove vorremmo sapere, o forse no, magari forse, che cosa succede dentro di noi.
Abbiamo detto nei tentativi passati, com'è difficile cercare di non pensare, di stare al meglio senza avere sempre l'orecchio teso e pronto a carpire ogni minimissimo segnale.
Ad aprile, le cose stavano così, mentre a giugno, ero un subbuglio di sensazioni che mi facevano impazzire!

Ma poi, a parte ribadire che "bisogna fare le cose che si ha voglia di fare, nel modo che ognuna di noi sente essere il migliore", che cosa dicono i medici?

Cose non mie

Se guardo il soffitto, è pitturato di bianco e ha un lampada che non riconosco; se guardo davanti, c'è una porta con un poster colorato; a sinistra un armadio pieno di vestiti che non sono i miei; a destra delle foto in bianco e nero, che non sono le mie.
Mi sono appena svegliata, adoro essere in questo stato di stanchezza dovuto alle emozioni ma anche al progesterone che inizia a fare effetto. Contavo i minuti dopo pranzo, i minuti che mi avrebbero riportata a letto.
Mica ho avuto una mattinata difficile, anzi: dalla posizione sdraiata sono passata al massimo a quella seduta a letto, con 2 paia di calzini per tenere caldi i piedi e la coperta di pile a farmi compagnia.

PMA, fino a che età è giusto?

Il titolo di questo post è un pò critico e pieno di polemiche. Polemiche perchè in questi ultimi giorni si sono scatenate delle vere e proprie campagne mediatiche per scoprire quale VIP ha ricorso alla PMA per avere un figlio, questo perchè, sempre più spesso si sente parlare di genitori abbastanza grandi, che più che da madre e padre, hanno l'età giusta per fare i nonni.
Si sono scatenati anche i talk show, dove donne più o meno giovani, raccontano le loro esperienza e motivi sulla scelta o meno nel volere un figlio.

Il caso è scoppiato quando, pochi giorni fa, una signora di ben 62 anni (un paio di anni in meno di mia madre), ha dato vita alla sua prima figlia, proprio in un ospedale romano. Ha avuto l'impianto dell'intero embrione a Tirana, Albania; lta mamma a 62 anni: parto da record all'ospedale San Giovanni di Roma
a scelta è caduta su questo tipo di donazione anche perchè la signora è single.

"Inside out", Gioia

Quando anni fa decisi di utilizzare l'immagine di Gioia, un personaggio del film animato Inside Out, pensavo solo al sentimento gioioso che lei emanava, ma oggi ho scoperto una "triste" verità: nella più classica delle caratteristiche di questi cartoni animati - più per adulti che per bambini -, la morale è sottile ma chiara: nella vita non c'è gioia senza tristezza (così come la luce non può esistere senza il buio..).

Nella nostra vita, abbiamo imparato sulla nostra pelle, come la felicità richiede anche la tristezza. E pure le altre emozioni. Infatti noi vogliamo essere felici in una vita reale, che comporta desideri e progetti etc.. etc.. ma ciò ovviamente ci mette davanti anche eventi spiacevoli, frustranti, ostacoli ed esperienze avverse. Vi ricorda nulla? Chiaramente con le emozioni che ne conseguono.

Impaziente, IO?

E' arrivato il momento di tirare le somme. Si avvicina la fine (fine dell'anno, fine dei conti, fine di questo percorso..) e quindi, da brava quadratina che sono, metto quasi la matita dietro l'orecchio e inizio a stilare una lista.
Ma prima di tutto, devo fare i conti con me stessa. Con questo stato a modi nuvoletta che mi flutta intorno. La mia non è "magia", ma è impazienza.

Essere paziente porta (e apporta) serenità nella vita di tutti i giorni, che si ripercuote anche su chi si ha intorno. Ho iniziato a tenere questo tipo di stress fuori dalla porta di casa, così quando siamo io e Mr. P. tra le nostre 4 mura, proviamo ad essere tranquilli e sereni, per passare il tempo insieme, anche perchè l'impazineza è amica dello stress!!
Pazienti però, non sempre ci si nasce, io no per esempio, ma si può provare a diventarlo.

Manca il caffè

Avete presente quelle mattinate che sotto le coperte si sta bene, bene allacciati in due, mani e piedi e, che se tiri fuori il naso, senti il gelo? Ecco. così.
Perchè il freddo sta arrivando e anche se fuori spunta il sole, inizia a tiare un vento fresco e pungente. Ma noi non pensiamo a fuori, che tra poco si va a lavoro (tra poco, c'e ancora tempo prima di prepararsi), così cuore a cuore, rimaniamo al caldo tra coccole e parole sussurrate. Ci raccontiamo il sogno che abbiamo fatto, prepariamo a voce i programmi per la giornata e poi, mi viene un pensiero e dico: "sai cosa mi manca? Che ti possa dire: amore, prepara il caffè. Allora, tu ti alzi facendo mille storie, metti la moka e torni a letto. Solo dopo qualche minuto quando sentiamo il fischio ci alziamo e arriviamo in cucina con l'odore del caffè che ci sveglia. Si, manca il caffè..". Ma non perchè  manchi davvero, abbiamo cialde a sufficienza, ma questo gesto semplice, il suono, l'odore familiare che ci fa sentire "a casa".

C'era una volta la IUI

E' passato un anno dal fallimento della nostra IUI (non vi ricordate cos'è? Andate a leggerlo in questo post dove l'ho spiegato) e dal nostro atterraggio (ammaraggio.. botto..??) in PMA, subito dopo la delusione per l'ennesimo arrivo del ciclo.

Mi ricordo con una sensazione di piacere quel pomeriggio in cui abbiamo fatto la IUI, perchè si, era il 4 ciclo di clomifene (quel farmaco usato per aiutare l'ovulazione) e questa volta, insieme ai monitoraggi e alla puntura  (che stimola l'ovulazione, praticamente tale e quale al post stimolazione) sarebbe stato inserito lo sperma direttamente nella cavità uterina con un catetere, piuttosto che con il classico "tet a tet" tra me e Mr. P.
Insomma, volevamo provare anche questa, così non avremmo pututo dire che non ce l'avevamo messa tutta.

Paura della paura

Qual'è la cosa che mi fa più paura? E' la paura stessa.
Sorridete pure se volete, ma stavolta il gioco di parole rende più che chiara la questione.
Così dopo un altro pomeriggio a parlare con la riflessuologa, mi sono aperta ancora, ho pianto, ho sorriso e le ho detto tante volte "hai ragione". Eh, si perchè pare proprio che fisicamente vada tutto bene, anzi, benissimo. Ho un'energia pazzesca e sarei anche pronta per affrontare questo nuovo tentativo ma, MA, se non mi sblocco da sola nei casini che ho in testa, è tutto inutile..
E si, ho proprio un gran nodo (come quando butti 4/5 collane nel portagioie e quando hai fretta e ne tiri una su, sono "magicamente" tutte attorcigliate), tutti i pensieri sono li, e vorrebbero che trovassi il capo della matassa.