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Felicità (e sogni) nel cassetto

".. ho due sogni nel cassetto, tre nell'armadietto e una valigia di canzoni.." (cit da Davide De Marinis).
Diciamo che di sogni ne ho più di due, e che i cassetti sono pieni di cianfrusaglie. Quasi damaniaco-compulsivo.
Perchè questo post?? Perchè sono stata a casa dei miei, sono entrata in camera e cercando una cosa in un cassetto, ho trovato un mondo che mi ero scordata di aver accantonato.

Ci sono due cassetti, del mobile bianco che ha dipinto papà il secolo scorso, che si incastrano sempre perchè la vernice ha fatto spessore. Ovviamente quello che cercavo sapevo che non fosse lì, ma mi sono detta "magari c'è qualcosa che mi interessa". Allora tira e tira, tra un paio di finti Ray Ban e una rubrica vuota, ho trovato anche il mio diario del liceo.

Nove lune e mezza (il film) e surrogata

Ieri sera, dopo tanto che aspettavo, siamo riusciti a vedere una commedia simpatica, basata però sualcune situazioni, molto più comuni di quello che si pensa.
Bravissimi gli attori (Claudia Gerini, Giorgio Pasotti, Lillo, Michela Andreozzi, Alessandro Tiberi, Stefano Fresi, per citarne alcuni) ad affrontare con ironia questo tema, che ho imparato a conoscere anche io.

Ecco la trama: due sorelle Livia e Tina, una il bianco e l'altra il nero: una (Livia) difende la sua posizione nel non voler avere figli, mentre Tina tenta da anni di restare incinta, senza risultato; il tema del film, ruota intorno al ruolo del ginecologo, che butta lì la storia di far portare avanti una gravidanza a Livia per la sorella (ovvero lei diventerebbe "l'incubatrice", con all'interno ovulo di Tina, fecondato con lo sperma del suo compagno). Rocambolesche situazioni, tra pance finte, alcolici discussi e finti viaggi in Argentina.

Contando capelli

Nb: questo è un post frivolo, leggero e che rispecchia un momento ironico di questo percorso. E se quello che ho scritto, fosse connesso con questi ultimi mesi?

Quando uno si fissa su una cosa, ovviamente sembra che tutto quello che abbiamo intorno, giri su quel nostro punto dolente.
Vi stupirò: non parlerò nè di donne incinte, nè di bebè e neanche di ormoni-punture-analisi.

Ta-dan. Allora di cosa parliamo oggi? Dei miei capelli bianchi.
Premesso che non faccio la tinta dal 2017 (parlo di dicembre, perchè fino ad ora non ne avevo avuto bisogno), ma perchè decidono sempre di sbucare nei punti più esposti ed evidenti? Mi guardo allo specchio esaminando tutta la testa, cercando di contare quelli nuovi che ho. 5, 7 , 12.. o no, sono aumentati.. AhhhAhHAhahHaAAHaHaH. Mi metto le mani nei capelli e urlo che sembro il quadro di Munch!

Giornata di contraddizioni

La vita è fatta di contraddizioni.
Sai quelle cose che, no dai.. si identifica una cosa con il suo contrario.
Oggi è una giornata contraddittoria per la mia famiglia, perchè si festeggia ma si è anche tristi.
 

Brontolantamente

Ieri è stata una giornata strana.
Perchè? Bho, non lo so, ma a metà pomeriggio, quando mi sono vista con la mia amica per il caffè, mi guarda e mi fa "mamma mia che faccia che hai.. ma stai bene?". Le ho risposto di si, perchè effettivamente stavo bene, ma credo che, tutto il relax accumulato durante la settimana di vacanza, sia finito già lunedì.
Ho dovuto recuperare un pò di cose lasciate indietro in ufficio (anche a causa della febbre), ho ripreso a 360° la mia vita, ho ricominciato la palestra e.. altri pensieri. Cioè, lavorerò anche oggi pomeriggio e domani (cioè sabato e domenica), così mi sento davvero stanca al solo pensiero.

Parlare di dolore

In questi giorni, mi è capitato spesso di pensare al dolore, di avere gli occhi lucidi davanti ai fatti che si susseguono in tv (in particolare il caso del calciatore della Fiorentina), perchè in tutta la bruttezza che c'è in giro (non voglio scrivere della guerra.. dei disordini e di altre cose, sto solo facendo i miei soliti pensieri mattutini), il dolore per la perdita di questo ragazzo, ha creato qualcosa di bello, che va oltre ogni aspettativa: il gruppo e l'affetto.

Il dolore ha una doppia natura: è un'esperienza sensoriale e affettiva. Infatti si può sentire l'intensità del dolore e quale parte del corpo sia colpita (livello sensoriale). Oppure ci si rende conto di quanto sia sgradevole (livello affettivo).
Cosa sentiamo noi, quando sentiamo per esempio, un bambino piangere? Un pò ci rendiamo conto che questa sofferenza, in un certo senso, la sperimentiamo anche noi. Ma che cosa significa condividere il dolore altrui? E’ solo una metafora? O il dolore anche "indiretto" coinvolge le stesse componenti di chi lo prova sulla propria pelle?

Sale d'attesa

Una cosa che mi incuriosisce tanto delle sale d'attesa, è il ticchettio.
Fateci caso, ogni volta che siete li ad attendere, c'è come un rumorino che disturba i tuoi pensieri. Può essere lo scricciolio del neon, piuttosto che le lancette di un orologio o il crepitare di un pannello elettronico con l'avviso numerico. Se si fa attenzione, ci sono in sottofondo anche i passi di qualche medico o paziente, magari dietro qualche porta chiusa.
E poi ci sono i sospiri di chi aspetta. Che è in attesa del proprio turno.

Ieri ero in sala d'attesa per parlare con la mia ginecologa, e stavo un pò in allerta: prima c'era il vibrare del giornale sfogliato dal signore all'angolo opposto al mio, in attesa della moglie; quando loro sono andati via, sono rimasta sola, allora tutti i suoni si sono come accentuati, e si sentiva solo il bip di qualche macchinario che stavano usando in uno studio qualche porta più avanti.
Ero immersa nei miei pensieri, ascoltando il tamburellare del mio cuore, quando finalmente è arrivato il mio turno.

Ma.. il sine causa?

Da quando sono piccola, ho sempre voluto essere madre, mi sono sempre dedicata ai miei cugini con amore materno e così mi sono sempre vista nel futuro. Mamma.

Ma da tempo immemore (l'ho sempre detto in giro a modi provocazione), ho sempre pensato "questo figlio lo voglio così tanto, che sicuro mi farà tribolare".
Mi guardavo intorno e pensavo (anche un pò da stupida) "se quella coppia ha difficoltò a concepire, e anche quell'altra, mica in percentuale dirà male pure a noi, no?". Ecco, invece a quanto pare è proprio così.

Dunque, alla luce di questa giornata uggiosa, devo realmente ammettere quello che hanno scritto sui fogli del Centro, nonostante che le cose invece siano tutte buone (come scritto in questo post): ci hanno dato come diagnosi INFERTILITA' FEMMINILE ANOVULATORIA, che magari non ci credete, ma io ad oggi, ancora non ho googlato, perchè stavolta non voglio cadere in un abisso che invece deve rimanere lontano da me. La positività deve essere al massimo in questo periodo!

Pensando all'ago

Finalmente mi sono messa a leggere tutti quei fogliacci che mi hanno lasciato al Centro, per iniziare a districarmi tra le varie medicine, così, quadratina come sono, mi sono fatta uno schemetto di come dove quando quanto, giusto per farmi stare tranquilla.

Più che altro, capire a cosa serve ogni medicinale e come va conservato (lo sapete che mi piace conoscere, lo potete leggere anche qui - imparare), perchè poi se si sbaglia, sono cavoli.

Poi ho inziato a vedere dei tutorial su come si fanno le punture, cioè su come si caricano le penne e via dicendo.
E non vi dico che ansia. Ho iniziato a iperventilare solo a vederlo dallo schermo del pc. Mi sono iniziate a salire mille paure, e anche se so che dovrò affrontare la cosa, che la sto facendo per una "giusta causa", ancora sto un pò con il fiato corto.

Back in town / ritorno alla realtà

Eccomi qui, tornata da una bella settimana di emozioni intense..
Ovviamente lunedì che dovevo partire, neve a Roma (altro che nevischio, ben 15 cm.. che per Roma sono proprio tantissimi) e grandi disagi, io con attacchi di panico davanti la finestra, io che amo la neve, continuavo a piagnucolare "smettilaaaaaaaaaaa... bastaaaaaaaaaaa.. ti pregoooooooo".

Non ci voleva proprio.. Stavo aspettando questo giorno, mi sono ritrovata (cioè, aspettavo sia la neve che la partenza!!) a stare in panico, con Mr. P. che simpaticamente continuava a dire "se non dovessimo partire, sarà l'ennesimo segno del destino, che forse questo figlio, non lo dobbiamo avere", ed io con grandi sorrisi, lo mandavo riccamente a quel paese!

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