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Arrivi e ripartenze

Perchè arriva il giorno che lo stomaco è sottosopra, la testa piena di pensieri e l'espressione tesa.
Questo giorno per noi è stato ieri. Cioè, quelle caratteristiche erano le mie, perchè Mr. P. era bello rilassato (credo la maggior parte dei nostri compagni/mariti, un pò per indole un pò perche non ci si può stressare in due).

Quindi, io mi doccio, faccio colazione e poi sveglio il marito, così lui può dormire quella mezz'ora in più mentre io sono già iperattiva.
Ci avviamo all'Ospedale, che è un centro universitario, quindi alle 9 di mattina non si trova un parcheggio per lo scooter nel raggio di un kilometro.
Quando finalmente arriviamo al padiglione di ginecologia e ostetricia (che si trova proprio nel centro del campus medico), io per istinto vado a destra, salgo al secondo piano - come aveva detto la Doc - e ci troviamo.. in sala parto. No, è prematuro essere qui, ma nessuna delle giovani specializzande sa darci info utili su come raggiungere il reparto di PMA. Alla fine, camminando nei corridoi (io tre passi avanti a lui, blaterando tipo in greco e sperando di non essere in ritardo), troviamo dei microscopici cartelli con le indicazioni. Ed entriamo nella porta giusta.

A parte le peripezie del caso (vai a pagare il ticket, torna e mettiti in fila per aprire la cartella con la caposala, aspetta il turno per la stanza A e poi in attesa per la stanza B), rispetto alle precedenti esperienze, siamo usciti dopo qualche ora con un sorriso in faccia.
Vi ricordate la prima volta che abbiamo preso il protocollo al vecchio Centro? Chiaramente eravamo spaesati e io con le lacrime agli occhi (potete leggerlo qui), e anche la seconda volta, anche se meglio, ci aveva lasciato qualche dubbio (il post di aprile qui).

Bhè, ieri per farci firmare i consensi, ci siamo trovati davanti una psicologa, che voleva un pò sapere i nostri punti di vista e pensieri, ma quando le abbiamo detto che eravamo quasi "veterani", la conversazione è stata un pò più leggera e con sorrisi spontanei (anche se, c'è stato un momento, mentre raccontavo del terzo transfer, mi sono accorta che ero un pò scossa).

L'ultima parte della trafila, è quella legata alla somministrazione del protocollo.
Entriamo in sala e ci troviamo 5, dico cinque dottori (ragazzi mooooolto giovani) che ci hanno iniziato a fare le domande di base sull'anamnesi familiare e controllo di documenti/analisi precedenti. Ah, in tutto questo, la Doc si era affacciata quando eravamo ancora in sala d'aspetto e mi aveva salutato gentilmente, e già un pò mi ero rilassata.
Quindi, controllo e scambio di fotocopie (per fortuna avevo tutte, anche le prime di gennaio 2018, per fare il confronto), poi arriva la Doc direttamente da un pick-up e li ci sciogliamo. Lei è solare, sorride, scherza, mi dice che anche lei è un pesciolino come me, che anche lei è laziale (abbiamo un pò "bullizzato" Mr. P. e la sua fede calcistica); poi ovviamente, inizia a parlare di questa terapia fatta proprio per me, in che senso: il farmaco si chiama Rekovelle e la dose si calcola in base al mio peso, al mio AMH e ad un paio di altri dati che non ricordo. Non cambierà la terapia durante la stimolazione, può cambiare solo la quantità di giorni di somministrazione, in base alla mia risposta.
Questa penna va caricata una volta sola e si usa il farmaco fino alla fine della fiala (ci hanno regalato anche la pen, ammazza che stile, quasi come un gadget degli hotel a 5 stelle).

Quindi vai di ricette rosse per il farmaco e per fare ecocardio io (quello vecchio è scaduto, in vista dell'anestesia al pick-up) e un altro esame del sangue per Mr. P., che non si ricorda con certezza il suo gruppo sanguigno (neanche i suoceri).
Ecco, usciamo e sorridiamo. Ci diamo la mano e cerchiamo di parlare di schiocchezze, perchè la tensione si è sciolta ed entrambi siamo contenti di questo incontro.

Ora, aspettiamo il ciclo (che verrà, non vi fate illusioni, lo so già per certo al 200%) e poi si riparte con il buca-buca.
Ah, ovviamente c'è anche la qustione monitoraggi-prelievi, e dovrò tornare in ospedale secondo una x tabella, alle 7 di mattina - oddio già mi sento maleeeeeeee.
Ma va bene, tutto ci fortifica, tutto sarà fatto con l'idea di farlo per e con amore. Tutto il nuovo percorso sarà affrontato nuovamente come sappiamo fare, stando stretti, con gli occhi che luccicano e il sorriso e la risata sempre pronta ad uscire.

2 commenti:

  1. Con il mano la tabella di marcia si ha una direzione verso la quale andare :-)

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  2. Comunque sai che è da ieri che ci penso: l'ultima volta che sono stata a napoli per la visita che poi mi porterà a quella prima della terapia a marzo (eh si, poi ti racconto che la settimana del 18 è uno sbatti!) vidi un informatore con una bustina con delle penne ed ora mi è venuto in mente che forse forse è proprio quel farmaco lì? Che magari vista l'anzianità, alla prossima a napoli mettono anche me a fare da tester O.o ?

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