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Beati voi

In questi mesi, lo sapete bene quante volte mi sono imbattuta con il poco tatto e delicatezza degli altri. E tanti di noi, sanno quando sfoderare il miglior sorriso possibile e l'aria da Premio Oscar quando bisogna raccontare una bugia davanti ad una domanda scomoda.

Ecco, in questi giorni di caldi solari, con la voglia di uscire e di stare fuori, quando concerti, fiere e quant'altro sono all'ordine del giorno, torna anche la sagra delle banalità. Mi è capito nei giorni scorsi, di sentirmi dire "beati voi che non avete figli".
Classico promemoria per chi continua ad avere poca empatia con chi non ha figli: il tema è delicato e ci possono essere mille ragioni che hanno portato me, i vostri amici, i tuoi vicini di casa etc.. a non avere figli.

Mi sento rotta

Menti a tutti ed infine.. menti anche a te stessa.
Continui a dirti che "si, sto bene", invece lo sai che dentro, potresti sollevare le montagne con la forza della tua inquietudine.
A volte mi sento come se qualcosa dentro di me si fosse spezzato, o meglio che regolarmente sembra sistemarsi ma poi si spezza di nuovo.

Ve l'ho detto che ho un nuovo lavoro? Ho un altro lavoro e così, faccio la trottola cercando di conciliare tutte le cose, ma ovviamente, quando arrivo ogni sera a casa, riesco a malapena a trovare le parole per avere una conversazione decente con mio marito.
Ebbene si, mi sento rotta. Tipo un giocattolo, od una scatola. Un contenitore pieno di graffi, segni e lividi. Il tempo passata ed io sto li a trascinarmi.

Fino a che punto?

In questi giorni, parlando con le mie amiche di PMA, tra delusioni e continue domande sul "come, dove perchè e perchè non funziona", una di loro mi ha chiesto: ma fino a che punto è giusto spingerci?
In questo marasma di delusione galoppante, ognuna di noi, ogni donna prima e coppia poi, di coloro che arrivano alla PMA, deve mettere in conto il "traguardo", che non è detto che sia con cappellini, cotillon e bimbo in braccio, ma ad un certo punto, è umano dover dire STOP.

Accettare l'infertilità abbiamo visto che all'inizio in particolare, può gettare nella disperazione più nera e la ricerca di un figlio può diventare un'ossessione.
Forse non tutti riescono a scavallare il discorso della "vergogna", perchè molti fanno fatica a parlarne; ovviamente ricordiamoci che il fulcro è sempre la coppia (sia la parte emotivo-relazionale che quella sessuale).

Reminiscenze

Perchè le cose arrivano tutte insieme, nel bene e nel male, e così sei costretta a pensare a tutto, a farti il carico - emotivo - di queste sensazioni e non puoi (e non vuoi) tirarti indietro, perchè fa sempre tutto parte del tuo passato, di quella parte di vita che ti sta aiutando a diventare la donna che sei, che ti da la spinta per non mollare, per continuare a sperare nel sogno.

L'anno scorso in questi giorni, ero ancora in cova, ero al mio secondo transfer, della seconda stimolazione. Ma avevo ricominciato ad andare fuori, a vivere quasi normalmente e in tranquillità.

PMA e rischi

Questo non è un post medico e non si vuole spaventare nessuno. ho solo fatto delle considerazioni leggendo qua e la..

Siamo così cocciute, così con gli occhi chiusi e con questo forte desiderio di un figlio, che a volte, non pensiamo ai rischi che potremmo correre con le stimolazioni e la procreazione assistita.
Certo, direte, ci fanno fare mille e più analisi, più controllate di così! Ma infatti tutto l'iter analisi comprese, serve proprio per non arrivare al limite, un ipotetico confine che il nostro corpo non deve superare.

Quando abbiamo fallito l'ultima volta, mio marito, guardando i miei occhi vuoti, mi ha detto "ora basta. Mi pare giusto che capiamo cosa c'è che non va e funziona, ma devi dare tregua al tuo corpo, basta ormoni, medicine, terapie.. devi stare bene TU prima di tutto".
E quindi, si, se lo capiscono anche loro, dobbiamo metterci in testa che non è proprio il massimo avere gli ormoni sparati a mille e continuare ad ingollare pasticche, pillole, polveri etc.. etc..

Ombre

"Ombra: area scura proiettata su una superficie da un corpo che interponendosi tra la superficie stessa e la sorgente luminosa, impedisce il passaggio della luce".
Parlando dal punto di vista psicologico, per ombra s'intende anche il lato "oscuro" della personalità di ogni individuo, che contrastano con le parti "luminose" di noi stessi. Dentro di noi convivono luci e ombre, maschile e femminile, conscio e inconscio..
Fanno parte di ciò che siamo, di ciò che non vogliamo essere e di quello che potremmo essere. Rappresentano in parte quello che riconosciamo, che vorremmo evitare, che ammettiamo e che ignoriamo o non vogliamo vedere. E in questo nostro personale "equilibrio" cerchiamo di trascorrere le nostre giornate senza che nessuna delle parti domini la nostra vita. Vorremmo..

Sentirsi "troppo" figlia

Quando un/a figlio/a raggiunge l'età adulta, anche la relazione con o genitori dovrebbe maturare. Col tempo, il figlio che una volta dipendeva dal genitore diventa un adulto indipendente - almeno in teoria. In alcuni casi, il rapporto tra loro adulto diventa stagnante. Ognuno resta incastrato nel suo "vecchio" ruolo, e i limiti che un tempo erano sani diventano confusi.

"Tutti i figli dall'inizio dipendono molto dalle madri, perciò non è facile per nessuno sciogliere quel tipo di legame". E' una cosa difficile, ma dovrebbe essere normale per la madre in particolare, imparare a supportare il figlo mentre diventa adulto e indipendente, e il figlio dovrebbe abbandonare quella dipendenza e imparare a farsi strada nel mondo da solo.

E tu, ci credi?

Astenersi chi vuole farmi la morale!!

E tu, ci credi al malocchio?
La fissazione è una di quelle cose che porta a tutti i costi, a vuole attribuire la propria sfortuna, o il proprio malessere, a quello che più comunemente viene definito malocchio: tante volte durante questo percorso mi sono trovata a dire "ma che sfiga, qui qualcuno me l'ha tirata"!!

Tra lo scetticismo e la creduloneria come al solito c'è sempre una linea posta nel mezzo che è rappresentata da una sana verità. Capita che qualcuno mi dica: "ma tu credi ancora a queste cose?" oppure "smettila di credere a queste cose..", ma a volte ci sentiamo così vulnerabili che dobbiamo attribuire la nostra "sfortuna" ad eventi fuori dal nostro controllo.

Essere proattiva

Cambiare atteggiamento.
Parlavo via messagi con una mia amica di come potermi presentare ad un eventuale colloquio, e lei mi ha risposto: sorridi, sii te stessa e sii proattiva.
All'inizio pensavo ad un errore del T9, invece poi ho googlato (avoja quante cose ho ancora da imparare), e vuol dire "pensare e agire anticipando gli eventi".
La mentalità proattiva è quella pronta a scongiurare l'insorgere di alcuni problemi: bisogna prima di tutto che cominci ad agire, accettando le mie responsabilità e controllando le mie reazioni. In teoria, bisognerebbe provare a prevedere quello che potrebbe accadere, concentrandosi sulle soluzioni anziché sulle difficoltà, mantenendo una visione più felice della situazione.

L'universo ci parla?

Imparare a leggere nel libro della vita è un mistero per la maggior parte di noi - me compresa, mentre per altri, è naturale lasciare che le cose fluiscano. Alcune persone cercano di capire di più mentre altre preferiscono semplicemente adattarsi, giorno per giorno e prendere gli eventi della vita con naturalezza..

Molte persone credono che le cose "accadano per caso", ma nel momento in cui ci colleghiamo in modo più intimo alle nostre intuizioni, ci accorgiamo che tutto quello che ci accade l'abbiamo creato noi e ne siamo direttamente responsabili. (tutto, ma proprio tutto non direi…).
Possiamo non essere pienamente consapevoli di ciò che stiamo creando in un momento o in un altro, ma per fortuna l'universo ci fornisce molti segni per farci capire quando siamo sulla strada giusta, e (soprattutto) quando siamo sulla strada sbagliata (diremo "meno male che c'è l'universo!").

Dolci pugnalate

Perchè ovviamente, il mondo gira e non è che se tu non sei incinta e non riesci a tenere un bambino, anche per gli altri è così.
Il mondo è sempre pieno di sorprese (belle e brutte) e anche quando pensi di poter affrontare le cose con lo spirito giusto, ti accorgi che sei ancora fragile, che sei arrabbiata e le lacrime scendono come un temporale estivo.
Sei andata in vacanza? Non serve esserti rilassata e aver pensato tante cose belle, perchè il dolore, il rancore, il senso di ingiustizia è sempre dentro di te, ti cova dentro ed esce ogni volta più forte, più potente (qualche mese fa, un brutto episodio raccontato qui).

Ho ancora bisogno di metabolizzare tutto il dolore che ho passato/sopportato in questo anno, tutte le parole che mi hanno detto, tutte le cose che mi hanno ferito..

Rigenerarsi

Staccare la spina. Avere davanti occhi paesaggi differenti.
Non sono sparita, siamo solo andati qualche giorno in vacanza, lontano dal caos delle nostre vite, dei nostri pensieri, dei nostri pianti.. perchè ci serviva respirare aria nuova, avere sorrisi di gioia e il vento nei capelli.

Ci siamo ritagliati pochi giorni di amore incondizionato, di mani nelle mani, di respiri sul collo e gambe avvinghiate. Le braccia strette al corpo di lui mentre guida il motorino tra gli alberi verdi e l'odore del mare. La faccia buffa di quando mettiamo i piedi in acqua e si gela..
Ci siamo concessi mangiate ricche di cose buone per gli occhi e per il palato, con sguardi languidi e mani sfiorate, lasciando il cellulare in camera, così siamo solo noi, solo io e te, e ci bastiamo.