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Infertilità e altre varianti

In questi anni di ripetuta ricerca della cicogna, da ignorante (proprio perché ignoravo alcuni meccanismi del mio corpo) ho tentato varie strade, mi si sono affacciati mille e più motivi per cui non riuscissi a rimanere incinta. E nonostante gambe sue e giù, avere rapporti a giorni alterni, fare un salto e farne un altro, non abbiamo mai visto un positivo.

Eppure, ho sempre saputo come si facessero i bambini, me lo spiegarono con vari video e poi, anche più tardi, ho messo in pratica quello che avevamo letto o che mi avevano detto. 

Ma non è successo nulla.

Paura e paure

Ho conosciuto persone nuove, persone che mi hanno raccontato la loro storia, che si sono sentite vicine a me, che mi hanno voluto ringraziare per avergli dato una speranza e/o una parola di conforto.

Ho passato molto più tempo del solito sul social, in questo fine di 2020. Ho voluto interagire di più con le persone, ho voluto farmi sentire e dire “ci sono, anche se ora sono incinta, non mi scordo quello che ho passato e sono qui, pronta a dare un sorriso o una spalla per chi vorrà raccontarmi le sue gioie o dolori”.

Ma ho anche sentito da queste stesse persone, la loro fragilità e spesso la stessa domanda: “come ti sei sbarazzata della paura?”.

Si, sognare!

Tra le cose strane che mi sono successe in questo periodo, è sognare tanto.

Premesso che dormo tanto (all’inizio era soprattutto il progesterone che mi dava sonnolenza, mentre ora svegliandomi di notte, di pomeriggio spesso mi appisolo sul divano, ma devo mettere la sveglia), da subito ho iniziato a fare dei sogni strani; ho sognato la mia “amica” che non vedevo da più di un anno, ma tipo 2/3 notti di seguito e mi svegliavo agitata; ho sognato ovviamente di svegliarmi in un pozza rossa, perché mi era arrivato il ciclo; mi è capitato di scoprirmi vulnerabile e con la voglia di avere un po’ di intimità con mio marito (per ovvi motivi, all’inizio non ci sfioravamo neanche)… insomma cose strane, anche abbastanza vivide e soprattutto, ben chiare ogni volta che mi svegliavo.

Squadra azzurra o squadra rosa?

In questi anni di ricerca ed attesa, abbiamo spesso immaginato con mio marito come sarebbe stata la nostra famiglia, quanti sorrisi sdentati avremmo avuto e quante tra bambole e macchine, avremmo comprato.

Siamo sempre stati certi, che una femminuccia con quel nome che abbiamo in testa, si sarebbe affacciata nella nostra vita.

Quando inizi a vedere che la gravidanza va bene, va avanti, un po' le idee cambiano e i pensieri si fanno reali. E se fosse un maschietto? Oddio, ma ci sono dei bellissimi vestitini da femminuccia… Mhmh, però in casa nostra ci sono già due bimbe, sarebbe bello avere un fiocco azzurro per far felici tutti; certo che avremmo più cose già pronte, visto che femmina-femmina si potrebbero passare vestiti, giochi etc…

Test prenatali

Quando sono uscita dalla prima visita con il Dottor Gio, ero molto felice ma mi sentivo anche confusa, visto che per la prima volta si era iniziato a parlare di test prenatali e mi sono accorta, di non saperne nulla.

Sono andata un po’ nel panico inizialmente, poi ho pensato che non è solo una decisione mia/nostra, ma tutte le coppie si trovano a dover pensare a questi test. Quali erano i dubbi? Procedere con la translucenza nucale e il Bi-test oppure, solo la translucenza e poi effettuare altre tipologie di test genetici sul feto?

Questi mesi

Che cosa strana e difficile dovervi raccontare cosa è successo fino ad ora! I primi mesi infatti sono stati piuttosto frastornati, immaginate la felicità ma repressa, la paura di dire “che bello è vero” e la voglia invece di poter stare rilassata e godermi le belle emozioni e sensazioni che provavo. Io e Mr P. non abbiamo comunicato la notizia subito, volevamo stavolta essere sicuri il più possibile per non stare male noi e i nostri genitori. Mia madre ha continuato la sua insistenza nel volermi vedere più attiva così, dopo aver fatto la seconda ecografia (dopo della quale, abbiamo chiuso la cartella clinica con il Centro), siamo andati diretti a casa dei miei con i referti e, in modo piuttosto impacciato, abbiamo dato la notizia. Inutile dirvi, che l’ansia mia e di tutti si è placata, così mamma veniva a farmi visita, mi chiamava per sapere se stavo bene, ma senza stress. E’ stato bello condividere con loro il nostro segreto.

Numeri

Quante bugie ho raccontato fino ad ora? 10, 100, 1000? Tante, forse troppe, ma l’ho fatto per proteggermi e non per tenere fuori questa parte della mia vita a voi; troppe volte sono caduta e mi sono fatta male, nonostante mi sia sempre rialzata.

Ora, bugie a parte, ecco la verità..

Tutto è iniziato con un numero, quindi felice, ma sempre tra mille peripezie (perché certo, Doc V. è in ferie; i monitoraggi sarebbero dovuti essere in giorni alterni, invece la nuova dottoressa chiede che ne faccia due di seguito MA, non è possibile, perché sarò fuori Roma quindi, incrociamo le dita..).

Siamo dal lato sbagliato?

Sento e leggo spesso come molte ragazze commentano che "stanno perdendo tempo".

Purtroppo la situazione del Covid non è delle migliori e chi stava aspettando dopo l'estate per iniziare il suo percorso di PMA, si è vista nella maggior parte dei casi, chiudere il Centro o ritardare per cause di forza maggiore. Dover affrontare questi stop per molte non è stata proprio una bella notizia e ritorno sulla prima frase "si sta perdendo tempo". Alcune tra quelle che seguo o che mi seguono sui social, purtroppo, avevano già visto cancellato il tentativo in primavera e aspettavano con ansia il loro momento.

Ritrovarmi

Sono instabile in questo periodo, come il tempo perché, anche se è novembre, ci sono giornate di sole a 20° belle e che mi mettono allegria; entro ed esco da questo blog come se non fosse nulla. Parto a scrivere a raffica come se avessi scritto qualcosa ieri. A volte mi dico “ma che sto facendo? Perché non riesco a scrivere? Di cosa parlo, che potrebbe interessare anche gli altri e non sono essere il mio sfogo?”.

Alcuni aspetti della mia vita sono ripartiti (non dal punto di vista lavorativo), però nonostante la presenza del Covid e delle varie restrizioni (che poi qui nel Lazio, non sono neanche eccessive), ho recuperato energia e fiducia, ho rimesso mano ad alcuni testi che stavo scrivendo; ho dato uno sguardo ai documenti da sistemare;  sto ascoltando la musica che mi piace e vedendo le serie tv che mi fanno sentire serena; ho comprato uncinetto e filo, perché voglio impratichirmi in questa nuova cosa, che dicono funzioni bene come anti stress.

Imparare dal fallimento

Sono anni che continuiamo a cercare la gravidanza, sono anni in cui abbiamo avuto più esiti negativi che positivi (basta pensare all’arrivo del ciclo ogni mese) e questa sensazione di inadeguatezza e di fallimento ci prende alla bocca dello stomaco, ma indossando la nostra maschera migliore, andiamo avanti ed ingoiamo pezzi di vetro immaginari che di graffiano la bocca ed il cuore.

Fin da quando siamo bambini, ci spingono ad ottenere il miglior risultato a scuola, nello sport; ci dicono che puntare in alto è importante per farsi valere nella vita e molto spesso, il nostro impegno non viene neanche ripagato come dovrebbe.

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